HMR nasce ufficialmente nel 2006.
Qui è raccolto, anno per anno, tutto quanto è successo di importante nella storia del progetto.
Videogiochi: ma quando sono nati?
G.A. Cignoni
Tornano gli incontri tratti dal corso di Storia dell’Informatica organizzati insieme Vicoretrò. Questa volta siamo a Empoli Vintage, nel mezzo di una mostra di home computer e consolle degli anni ’80 organizzata da Francesco Gori & C. ci chiederemo quando i videogiochi sono nati.
Tutti sono curiosi della risposta, molti se ne sono dati una, o anche più di una. Forse dipende dalla definizione. Alla fine, neanche importa incoronare il “primo”; il bello è proprio la lunga storia dei primi videogiochi.
Usciti gli atti del XXXVIII Congresso ANMS
A. Ferraro, G.A. Cignoni
Il Congresso dell’Associazione Nazionale dei Musei Scientifici era dedicato all’Anno Europeo del Patrimonio. Per l’occasione avevamo raccontato dell’iniziativa Storie oltre la mela organizzata insieme ad All About Apple, il museo che a Savona conserva ed espone un’importante collezione di prodotti Apple, il marchio dell’informatica di consumo oggi più noto. AAA potrebbe giocare facile assecondando i fan di un marchio glamour, invece la collezione è messa a servizio di un racconto della storia dell’informatica “oltre la Mela”.
Verità veloci e romanzi senza fretta - modi di raccontare la storia dell’informatica a confronto
G.A. Cignoni, M. Gazzarri, N. Pratelli
Torniamo sulle verità veloci con un’intervista incrociata fra due narratori della storia dell’informatica.
Maurizio Gazzarri è autore de “I ragazzi che scalarono il futuro”. Il romanzo, immersa in altre vicende della Pisa anni ’50, racconta la realizzazione delle Calcolatrici Elettroniche Pisane e dei primi calcolatori Olivetti. È un romanziere, ma ha fatto approfondite ricerche d’archivio e sottoposto il testo a una severa peer review storico-scientifica.
Nicolò Pratelli, alias Cafiero Rossi è autore del blog “Retrologico” e della omonima pagina Facebook. Come tanti divulgatori improvvisati, pubblica (spesso ripubblica) notizie approssimate, esagerate, facili a scriversi e a catturare l’attenzione di molti. In realtà il suo è stato un esperimento controllato realizzato come lavoro di tesi, ma gli esiti non sono tranquillizzanti.
2019-12-03/05 - L’informatica musicale: dalla fisica acustica al digitale, l’esperienza di Pietro Grossi
L. Tarabella
Quest’anno, per il consueto appuntamento con i seminari invitati di STI, doppia lezione con Leonello Tarabella.
Il primo intervento, martedì 3 dicembre (aula X1, h16), è un’introduzione sull’acustica, sul suono, sui modi di trattarlo analogici e digitali, sui pionieri di questa storia fra arte e ricerca, sul passaggio dal tempo differito al tempo reale.
Nel secondo, giovedì 5 (aula X3, h16), riprendendo i contenuti del recente libro scritto insieme a Graziano Bertini, Carlo Raffaelli e Luca Doni, Tarabella ci racconterà delle attività di ricerca e sperimentazione del maestro Grossi alla Divisione Musicologica del CNUCE di Pisa nei primi anni ’70.
50 anni del CdL in Scienze dell’Informazione: un complesso percorso dalla ricerca alla didattica
G.A. Cignoni
Nell’a.a. 1969/70 si attivava a Pisa il primo corso di laurea dedicato all’informatica, disciplina oggi onnipresente, ma già allora sulla cresta dell’onda. Giusto ricordare l’anniversario, ma, come spesso capita nella storia, le date sono simboli, marcatori convenzionali di processi complessi che abbracciano periodi molto più lunghi. L’intervento, nello stile hacker di HMR, evita le celebrazioni autoreferenziali per dare alla data una corretta collocazione storica, attenendosi a fatti e documenti per comprendere fino in fondo il percorso che, dalle prime iniziative nel 1950 (a Roma) ha portato (in vent’anni) l’informatica italiana alla maturità di un corso di laurea dedicato.
Verità veloci ed etica nella narrazione dell’informatica
N. Pratelli
Complimenti a Nicolò che si è magistralmente laureato oggi. Recidivo: alla triennale aveva realizzato OggiSTI. Dato che già conosceva il costo di una narrazione rivolta a un pubblico ampio, ma tecnologicamente e storicamente corretta, era naturale, per la magistrale, fare qualcosa sulle “verità veloci” cioè, come dice Baricco, le storie alterate, rese avvincenti e sensazionali, “aerodinamiche” per arrivare più lontano e più in fretta.
L’idea di Nicolò è stata di fare un’esperimento controllato che desse evidenza di quanto sia facile e dannoso produrre e diffondere verità veloci. È nato così Retrologico, un lavorone, come si dice a Pisa. A esperimento concluso la tesi di Nicolò è una testimonianza controllata, misurata e analizzata, un contributo utile alla discussione, cara a HMR, sui temi della narrazione storica e tecnologica.